Omicidio per un diverbio in ambito stradale e dolo eventuale
La Suprema Corte conferma la condanna a quattordici anni per omicidio aggravato in ambito stradale definendo i confini tra dolo eventuale e colpa cosciente, escludendo legittima difesa reale o putativa ed eccesso colposo, respingendo la preterintenzione e convalidando l’aggravante dei motivi futili
Il Collegio stabilisce che chi, nel corso di un diverbio alla guida, devia volontariamente il veicolo verso il motociclista accetta il rischio concretamente prevedibile della morte anche se il decesso è causato dall’investimento di un terzo, evidenzia la sproporzione tra la banalità dell’alterco e la gravità dell’azione, nega la provocazione perché fondata su premessa di aggressione insussistente e ricorda che l’eccesso colposo richiede comunque la sussistenza della scriminante di cui all’art 52 c.p..