La sentenza n. 6782/2025 della Cassazione conferma la qualificazione come rifiuti degli abiti post-consumo raccolti senza rispettare le prescrizioni normative. Il pronunciamento chiarisce che la donazione è esente dalla disciplina sui rifiuti solo se avviene a favore di enti senza scopo di lucro, con conferimento diretto e controllato. La mancata selezione e igienizzazione degli indumenti comporta la loro classificazione come rifiuti urbani, con obbligo di trattamento autorizzato. La Corte ribadisce la rilevanza dell’elemento soggettivo e del dolo organizzato, confermando condanna e confisca del profitto illecito, in linea con la giurisprudenza consolidata sul traffico di rifiuti tessili.